1 settembre 2026
Il 31 agosto ISTAT ha pubblicato le nuove previsioni sulla popolazione, le famiglie e le forze di lavoro italiane, con uno scenario che arriva fino al 2080. Da qui al 2050 l’Italia potrebbe perdere circa 4 milioni di abitanti, passando dagli attuali 59 milioni a circa 55 milioni. E il calo riguarderà soprattutto le fasce in età lavorativa: secondo lo scenario centrale, la popolazione attiva diminuirà di quasi 7 milioni di persone. Cambierà anche il modo in cui viviamo. Le famiglie aumenteranno di numero, ma saranno sempre più piccole: nel 2050 circa il 42% dei nuclei sarà composto da una sola persona. Tra queste, circa 6,6 milioni saranno persone con almeno 65 anni. Significa più anziani, più persone che vivono sole e meno lavoratori chiamati a sostenere una popolazione complessivamente più vecchia. Sono trasformazioni lente, che difficilmente producono effetti visibili da un giorno all’altro. Eppure incidono su quasi tutto: pensioni, sanità, assistenza, disponibilità di lavoratori, crescita economica, abitazioni e organizzazione delle città. Naturalmente si tratta di previsioni, non di un futuro già scritto. Siamo ancora in tempo per modificare la traiettoria nei prossimi decenni. Ma proprio perché questi cambiamenti richiedono anni per essere affrontati, parlarne oggi conta tantissimo. Forse è anche questo il paradosso: alcune delle questioni che determineranno più profondamente il futuro del Paese trovano molto meno spazio nel dibattito quotidiano rispetto a temi decisamente più immediati e, spesso, molto più secondari. #Italia #futuro #popolazioneitaliana #lavoro #italiani
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