23 agosto 2026
Sono circa le 10:00 del 23 agosto 1973, a Stoccolma. Un uomo entra nella sede della banca Kreditbanken, armato di mitra e con il volto coperto. «Comincia la festa! Tutti a terra!». Quella che sembra una rapina destinata a durare pochi minuti si trasforma in un evento che terrà il mondo con il fiato sospeso per sei giorni. I rapinatori prendono quattro persone in ostaggio e si barricano nella banca. Televisioni e giornali seguono la vicenda 24 ore su 24. Sembra la trama de La Casa di Carta, solo che siamo nel 1973. Con il passare delle ore, però, accade qualcosa di incredibile: gli ostaggi cominciano ad avere più paura della polizia che dei sequestratori. Uno dei rapinatori, Clark Olofsson, riesce a instaurare un rapporto stretto con loro. Parla, scherza, cerca di tranquillizzarli e li convince che il vero pericolo è la polizia. Tra gli ostaggi c’è Kristin Enmark, che sviluppa un legame con Olofsson. Durante una telefonata con il primo ministro svedese Olof Palme arriva a difendere i sequestratori: «State scherzando con la nostra vita! Di voi non ci fidiamo!». Kristin dice di sentirsi, paradossalmente, più al sicuro con i rapinatori che con la polizia. Dopo sei giorni, i sequestratori vengono arrestati e gli ostaggi liberati, ma nessuno di loro sembra felice. Al contrario, mostrano affetto e preoccupazione per i rapinatori. Kristin, prima di separarsi da Olofsson, gli dice persino: «Ci vediamo». Lo psichiatra Bejerot, che collaborava con la polizia durante la crisi, parlerà di una reazione psicologica tra ostaggi e sequestratori. Da quella vicenda nascerà l’espressione diventata famosa in tutto il mondo: “Sindrome di Stoccolma”. Il termine viene utilizzato per descrivere quei casi in cui una vittima, trovandosi in una situazione di paura, dipendenza e isolamento, sviluppa un legame emotivo con il proprio sequestratore. Una rapina durata sei giorni finì così per lasciare qualcosa di molto più grande del bottino: una delle dinamiche psicologiche più discusse di sempre. Ma soprattutto, ci lascia la storia tra Olofsson e Kristin: forse una delle storie d’amore più tossiche mai esistite. Di Francesco Bitrix #psicologia #curiosità #amore
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