27 settembre 2026
Tutti, almeno una volta nella vita, hanno risposto al citofono sentendosi chiedere cose tipo: “Chi è Gesù?” o “Lei è pronto alla fine del mondo?”. Sì, erano i Testimoni di Geova. Anche se l’evangelizzazione porta a porta è diminuita nel corso degli anni, il movimento resta molto presente nel nostro Paese: in Italia ci sono circa 250.000 Testimoni di Geova. È una congregazione con regole molto stringenti, una delle quali è stata modificata proprio negli ultimi giorni. Dal 18 settembre 2026, infatti, una delle norme più conosciute ha subito un cambiamento importante: se prima non potevano ricevere trasfusioni di sangue, ora l’accettazione di globuli rossi, globuli bianchi, plasma o piastrine è lasciata alla coscienza individuale. Resta invece il rifiuto del sangue intero, un principio che per decenni ha fatto discutere. Nel 1980 i genitori Testimoni di Geova di una bambina di 2 anni affetta da talassemia si opposero alle trasfusioni periodiche necessarie alla terapia e la bambina morì. Nel 1982 furono condannati a 14 anni. Più recentemente, a Caserta nel 2019, una donna di circa 70 anni arrivò in ospedale con una grave emorragia ma rifiutò ripetutamente le trasfusioni, firmando due volte il dissenso. Morì pochi giorni dopo e il primario sostenne che la trasfusione avrebbe potuto salvarla. Ogni religione merita rispetto, così come chi sceglie di seguirla. Ma alcune regole dei Testimoni di Geova, soprattutto quando toccano salute e vita quotidiana, restano molto particolari e continuano inevitabilmente a far discutere.
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