29 ottobre 2026
Youssef Siher, il ricercatore accusato di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo e descritto da diversi giornali come uno dei responsabili delle devastazioni di Milano, è stato scarcerato ieri, 28 ottobre, dopo che la gip Tiziana Landoni ha deciso di non convalidare il suo fermo. Siher era stato fermato il 24 ottobre anche sulla base del nuovo decreto sicurezza, che introduce il reato di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Secondo la Procura, attraverso il gruppo Telegram e la pagina Instagram “Movimento 17 ottobre” avrebbe cercato di organizzare nuove proteste, diffondendo messaggi che avrebbero potuto spingere altre persone a commettere reati. La giudice, però, ha ritenuto che non ci fossero gravi indizi a sostegno delle accuse: i canali erano nati dopo gli scontri e Siher non risultava aver promosso azioni violente né incoraggiato quelle proposte da altri utenti. La scarcerazione ha provocato dure critiche da parte del governo: Meloni l’ha definita “vergognosa”, mentre Salvini e Tajani hanno contestato la decisione della gip. Ad oggi Siher resta indagato e non è stato assolto, ma in uno Stato di diritto nessuno può essere considerato colpevole fino a una condanna definitiva, e le decisioni dei giudici devono basarsi sulla legge, indipendentemente dalle aspettative della politica.
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