23 settembre 2026
Abbiamo passato anni a discutere di “woke”, smascherato ormai come battaglia quasi più politica che sociale, tra dibattiti su inclusività e cancel culture. Forse però l’origine di queste dinamiche sterili è da rintracciare in qualcosa di molto più vecchio e radicato: il buon vecchio politically correct. Il caso recente delle controversie legate a Converse lo mostra bene. Una foto viene interpretata da alcuni utenti come un richiamo al Ku Klux Klan e ai linciaggi negli USA. La polemica cresce, l’immagine viene ritirata e il brand chiede scusa. Non perché sia stata dimostrata un’intenzione razzista, ma perché a quel punto l’interpretazione pubblica diventa un problema reputazionale enorme. Internet ha sicuramente amplificato questa dinamica: quando comunichi davanti a milioni di persone, devi confrontarti non solo con ciò che vuoi dire, ma con tutto quello che qualcuno potrebbe leggerci dentro e diffondere a macchia d’olio. Così la verità dei fatti non è più quella effettiva, ma diventa quella che va più virale. #Converse #politicallycorrect #woke #cancelculture
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