2 novembre 2026
Lui è Karl Bushby, ha 57 anni e il 1° novembre 1998 è partito dall’estremo sud del Cile per tornare oggi nella sua città natale, in Inghilterra. Nel mezzo 28 anni e circa 50.000 chilometri intorno al mondo. A piedi. Una passeggiatina per digerire, insomma. Nel 1998 si è messo in testa un’idea piuttosto folle: partire da Punta Arenas, in Cile, e raggiungere Hull, in Inghilterra, senza usare mezzi di trasporto per avanzare. E senza tornare a casa prima di aver finito. Il piano prevedeva 12 anni di viaggio ma ce ne sono voluti 28. Ci sta, leggermente fuori corso. Ha risalito il Sud America, attraversato la pericolosissima giungla del Darién, tra Colombia e Panama, e percorso gli Stati Uniti fino all’Alaska. Nel 2006 ha raggiunto la Russia attraversando a piedi lo stretto di Bering, su ghiacci alla deriva. Poi sono arrivati la Siberia, i deserti, le montagne, gli arresti, i visti negati e i confini chiusi. Nel 2024, per aggirare nuovi ostacoli, ha persino attraversato a nuoto il mar Caspio: oltre 30 giorni in acqua. Nel 2025 è arrivato in Europa passando da Istanbul. E lo scorso ottobre, pur di rispettare le regole che si era imposto, si è fatto anche la Manica a nuoto, dalla Francia all’Inghilterra. Tra guerre, pandemia, problemi di soldi e burocrazia, ha dovuto interrompere il viaggio più volte. Ma ogni volta è tornato al punto esatto in cui si era fermato per ripartire. Stamattina centinaia di persone lo hanno accolto a Hull. Lui è arrivato con il suo carretto e i pochi averi accumulati lungo il percorso. Poi, dopo i festeggiamenti, ha ripreso a camminare: mancava ancora l’ultima tappa, casa di sua madre. 28 anni e 50.000 chilometri per tornare a casa. Ricordatelo quando ti lamenti del traffico per tornare a casa. #viaggio #viaggiare
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