7 ottobre 2026

Sembrano dei teneri pupazzetti, ma in realtà sono il volto di assistenti AI pensati per conoscerci sempre di più. Meta ha Muse, rappresentato da Jolly, mentre OpenAI ha i suoi Dots, accompagnati da avatar a forma di rana, nuvola, cuore o cane. La differenza rispetto alle AI che usiamo oggi è che questi sistemi non aspettano soltanto una domanda: possono leggere mail, collegare informazioni, ricordare dettagli sulle persone della nostra vita e provare ad anticipare quello che ci serve. Ed è proprio qui che il loro aspetto diventa un dettaglio fondamentale: occhi grandi, forme morbide, lineamenti infantili, tutte caratteristiche che tendiamo a percepire come più innocue e rassicuranti. Alcuni ricercatori parlano infatti di “dark pattern emotivo”, ovvero un design che potrebbe farci abbassare la guardia proprio mentre affidiamo a questi sistemi informazioni sempre più personali. Il problema, quindi, non è che sembrino carini, è che rischiamo di dimenticarci quanto potere stiamo dando a questi dolci pupazzetti. #intelligenzaartificiale #ai #meta #openai

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