1 ottobre 2026

Ieri, mercoledì 30 settembre 2026, Christa Pike sarebbe dovuta essere giustiziata in Tennessee, ma dopo due somministrazioni di pentobarbital era ancora viva. Pike era stata condannata a morte per l’omicidio di Colleen Slemmer, uccisa nel 1995 quando entrambe erano giovanissime. Al delitto parteciparono anche il fidanzato di Pike e un’altra ragazza e nella scena comparvero elementi legati al satanismo, tra cui un pentagramma inciso sul corpo della vittima. Da allora la sua esecuzione ha attraversato decenni di ricorsi, sospensioni e nuovi tentativi di fissare una data: nel 2002 Pike era già arrivata vicinissima all’esecuzione, poi sospesa dopo la ripresa degli appelli; solo nel 2025 venne fissata definitivamente la nuova data, ovvero il 30 settembre 2026. Ma durante la procedura qualcosa è andato storto e l’esecuzione è stata infine interrotta. I legali della donna hanno denunciato difficoltà nell’accesso alle vene, problemi con il pentobarbital e l’assenza di adeguata assistenza medica, sostenendo che Pike fosse stata sottoposta inutilmente a sofferenze. Questo è già il secondo tentativo di esecuzione fallito in Tennessee nel 2026, e proprio anche grazie al caso Pike, il governatore Bill Lee ha sospeso tutte le altre esecuzioni previste nello Stato per il resto dell’anno, ordinando un’indagine indipendente su quanto accaduto. Ecco che quindi torna il classico dilemma: è giusto mantenere la condanna a morte nel 2026? #christapike #usa #cronaca

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