12 settembre 2026
Jacob Coxon, un ricercatore che ha lavorato sia in OpenAI sia in Anthropic, si è appena dimesso accusando entrambe le aziende di «giocare d’azzardo con le nostre vite». Secondo lui, la corsa verso la superintelligenza potrebbe portarci davanti a rischi enormi, fino alla possibilità che l’AI diventi una minaccia per l’umanità entro la fine del decennio. È una prospettiva estrema, ma solleva anche una domanda molto concreta: quanto vale la pena spingere questa tecnologia, considerando i rischi e le risorse che richiede? Perché c’è anche un altro lato della medaglia, di cui si parla molto meno: la spinta enorme che l’AI sta dando alla ricerca. L’intelligenza artificiale, infatti, sta aiutando a sviluppare nuove “armi” contro i superbatteri, a individuare prima alcuni tumori, a prevedere gli uragani con maggiore anticipo, a scoprire nuove specie negli abissi e a permettere a persone paralizzate di comunicare. E se provassimo a immaginare un futuro in cui la parte più importante della corsa all’AI fosse proprio questa? Usarla per capire meglio il mondo, affrontare problemi che oggi sembrano irrisolvibili e migliorare concretamente la vita delle persone. #AI #intelligenzaartificiale #intelligenzaartificiale
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