Telepathy, il chip di Neuralink impiantato su un essere umano

La start up di Elon Musk ha impiantato per la prima volta su un essere umano il chip Telepathy di Neuralink, lo annuncia lo stesso Musk su X. Questo rappresenta un grande passo avanti nella sperimentazione con l’obiettivo di cambiare la vita delle persone con paralisi.

L’impianto di Telepathy e i risultati sul paziente

L’operazione è avvenuta il 28 gennaio 2024 ed è stata realizzata con successo. Il paziente “si sta riprendendo bene e i risultati iniziali mostrano un promettente rilevamento dei picchi di neuroni” ha affermato il proprietario di X.

Il chip impiantato, chiamato Telepathy, consentirà tra le altre cose il controllo del computer o del telefono con la sola forza del pensiero. Si propone come una vera rivoluzione medica, lo stesso Musk ha parlato di immaginarsi uno “Stephen Hawking che può comunicare più velocemente di un dattilografo”.

Le prime sperimentazioni

Il proprietario di X aveva già annunciato a maggio di aver avuto l’autorizzazione agli esperimenti su esseri umani dalla FDA, la Food and Drug Administration, e contestualmente aveva ricercato volontari per le sperimentazioni.

Le prime sperimentazioni sugli animali, in particolare su un macaco – come riporta Virgilio – hanno attirato le critiche di numerosi attivisti.

Casi analoghi

Non è la prima volta che un’azienda produce un chip da installare in un essere umano. A settembre scorso è stata la Onward ad annunciare lo sviluppo e l’implementazione di un impianto che stimola il midollo spinale per consentire il recupero della mobilità ad un paziente tetraplegico. L’impianto, nello specifico, è stato oggetto di numerose analisi da parte dell’Istituto Clinatec di Grenoble che sono iniziate nel 2019 e hanno portato alla realizzazione di questo moderno impianto che consentirebbe l’animazione di un esoscheletro e il movimento delle braccia.

Gli obiettivi del chip

L’obiettivo di Telepathy è di rivoluzionare il cervello umano andando ad aiutare le persone che hanno problemi neurologici e lesioni traumatiche, il tutto attraverso la lettura delle onde celebrali. È una vera e propria interfaccia che capta l’attività dei neuroni e riesce a trasformare l’impulso elettrico in input che possano controllare un dispositivo esterno.

Il fine ultimo e dichiarato dall’azienda è di permettere alle persone paralizzate di poter muovere un cursore o utilizzare, ad esempio, una tastiera.

 

Foto: https://www.flickr.com/photos/jurvetson/