Salute mentale adolescenti, ansia da social e depressione

Gli adolescenti sono colpiti da ansia da social e depressione, sarà questo uno dei temi della prossima Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza che l’UNICEF Italia dedica alla salute mentale (20/11).

La salute mentale degli adolescenti

Secondo uno studio del WHO, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (2021), i fattori chiave della saluta mentale degli adolescenti evidenziano un quadro allarmante.

A livello globale, un ragazzo su sette tra i 10 e i 19 anni soffre di un disturbo mentale,  il 13% del carico globale di malattia in questa fascia di età. La depressione, l’ansia e i disturbi comportamentali sono tra le principali cause di malattia e disabilità tra gli adolescenti. Nel mondo, la maggior parte delle persone che muoiono per suicidio ogni anno sono giovani: il suicidio è la quarta causa di morte per i giovani tra i 15 e i 19 anni, la seconda causa in Europa. Le conseguenze dell’incapacità di affrontare le condizioni di salute mentale degli adolescenti si estendono all’età adulta, compromettendo la salute fisica e mentale e limitando le opportunità di condurre una vita appagante da adulti

Stante questo quadro allarmante, UNICEF Italia sottolinea che quasi la metà di tutte le problematiche legate alla salute mentale inizia entro i 14 anni di età, ma la maggior parte dei casi non viene individuata e non viene presa in carico. In Italia, prima della pandemia, la prevalenza dei problemi di salute mentale riguardava  2 milioni di persone minorenni; gli effetti della pandemia da Covid-19 hanno peggiorato la situazione. Nonostante l’elevata prevalenza di problemi di salute mentale fra gli adolescenti, nel nostro paese i servizi di prevenzione e cura rimangono inadeguati.

I risultati del sondaggio UNICEF Italia 

UNICEF Italia ha realizzato un sondaggio, sulla piattaforma digitale indipendente U-Report, per rilevare la percezione di benessere psicosociale e salute mentale fra un campione di adolescenti (10-19 anni). Fra i risultati riportati, si legge che il 41% degli adolescenti afferma di non aver richiesto aiuto a nessuno. Fra le ragioni di questo comportamento, il 22% afferma di non ritenerlo necessario, il 10% di non sapere a chi rivolgersi, il 10% di temere di richiedere aiuto. L’indagine rivela che gli adolescenti vorrebbero sentire parlare più spesso di salute mentale e benessere psicosociale dalle istituzioni, dalle scuole, dai famigliari e dai media.

Gli adolescenti, la dipendenza tecnologica e l’ansia da social

Altri due studi, condotti rispettivamente da Save The Children e Telefono Azzurro, ci permettono di chiarire ulteriormente il quadro.

Il rapporto di Save the Children

Sempre in occasione della Giornata Mondiale dell’Infanzia, Save the Children ha diffuso la XIV edizione dell’Atlante dell’infanzia a rischio in Italia “Tempi digitali”.

Secondo il rapporto, l’incremento dei comportamenti a rischio di dipendenza tecnologica è preoccupante. In Italia, 87 centri territoriali offrono assistenza ai minori, ma 6 regioni ne sono sprovviste. Il 78,3% dei bambini tra gli 11 e i13 anni naviga su internet quotidianamente, principalmente tramite smartphone. Il 40,7% degli 11-13enni utilizza i social media, a volte senza consapevolezza dei rischi associati.  Tra questi, cyberbullismo, esclusione online, esposizione a contenuti inappropriati e pressioni sociali. Le ragazze sono spesso più vulnerabili a queste sfide. Save the Children sottolinea la necessità di investire in sicurezza e competenze digitali, specialmente in ambito scolastico. L’organizzazione ribadisce l’importanza di un accesso universale alla rete e di ambienti digitali sicuri per i bambini.

L’inchiesta di Telefono Azzurro

Secondo un’inchiesta di Telefono Azzurro gli adolescenti italiani si sentono in preda all’ansia ma restii a chiedere aiuto. Uno su cinque prova ansia,” ma nello stesso tempo ha vergogna a rivolgersi ad un esperto.

Le richieste di aiuto arrivate alla linea “Ascolto 1.96.96” di Telefono Azzurro e raccolte nel 2022 relative a problemi di salute mentale, sono state oltre 1.459 e quelle gestite dal numero Emergenza Infanzia 114 sono state ben 347.

Dallo studio, condotto con il supporto di Bva Doxa su 800 ragazzi tra i 12 e i 18 anni, emerge che per colmare la grande solitudine di fronte alla crescita sempre più ragazzi e ragazze si rifugiano nella rete. In media coloro che hanno tra i 12 e i 18 anni passano almeno 3 ore al giorno sui social chattando. Il 92% degli intervistati è concorde sul fatto che i social media potrebbero causare dipendenza. Tuttavia, fa riflettere il fatto che alla domanda “come ti sentiresti senza l’utilizzo dei social” il 22% dei ragazzi ha risposto “ansioso” o “agitato”, l’11% “solo”, mentre il 23% si sentirebbe addirittura “perso”.