Roma perde la corsa per Expo 2030, l’esposizione universale si terrà tra sette anni a Riyad

È la cittadina saudita ad ottenere la vittoria con 119 voti, seguono con 29 voti Busan, Corea del Sud e con soli 17 voti Roma. I delegati del Bureau international des Expositions, riuniti al Palais des Congrès di Parigi, hanno affidato a Riyad l’esposizione universale in programma per il 2030.

L’Arabia Saudita festeggia, in Italia scoppia la polemica. Giampiero Massolo, presidente del comitato promotore italiano, ha dichiarato: “non critico, non accuso, non ho prove, ma la deriva mercantile riguarda i governi, anche gli individui talvolta. Se questo è quello che sceglie, a stragrande maggioranza, la comunità internazionale, significa che la scelta va al metodo transazionale, non transnazionale. Vale il principio dell’interesse immediato, vale il principio della deriva mercantile”.

Parole dure che sottolineano l’amarezza per una scelta che delude e crea sospetti. “E’ pericoloso – ha dichiarato ancora Massolo – oggi l’Expo, prima i mondiali di calcio, poi chissà le Olimpiadi. Non vorrei che si arrivasse alla compravendita dei seggi nel Consiglio di Sicurezza, perché se questa è la deriva io credo che l’Italia non ci debba stare”.

Anche il Sindaco di Roma Capitale, in Francia con la delegazione italiana, ha commentato: “una brutta sconfitta, siamo amareggiati. Bisogna sportivamente accettare la sconfitta”. Nel suo intervento, a margine del voto, ha ricordato anche come il progetto italiano fosse molto bello, ma anche che i rapporti di forza economici hanno condizionato e inciso in maniera netta sul voto. “Molti eventi internazionali – ha dichiarato Roberto Gualtieri – stanno andando a colpi di risorse nel Golfo, avevamo segnalato questo problema”.

È intervenuto sul tema anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi: “La delusione c’è, naturalmente, è una delusione dei numeri che sembrano dimostrare un consolidamento del consenso di Riad che non penso sia necessariamente quello degli ultimi giorni e delle ultime settimane”.

Tante le reazioni della politica italiana, tutte vissute con una grande delusione. “Un’esperienza che ci lascia l’amaro in bocca e rammarico” ha dichiarato Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle.

Più netto il leader di Azione, Carlo Calenda, che sottolinea come la candidatura sia nata male e sostenuta peggio. Fa eco anche Enrico Borghi, capogruppo di Italia Viva al Senato “una figuraccia galattica sia di Gualtieri che di Meloni”.

Il titolare della Farnesina, Antonio Tajani, si congratula con l’Arabia Saudita e dichiara: “Era una situazione molto complicata, avevamo dei competitor fortissimi. Abbiamo cercato di far sì che si potesse ribaltare una situazione che appariva già molto difficile”.