16 giugno 2026

Durante l’inaugurazione del Mondiale, oltre mille manifestanti sono scesi in strada a Città del Messico per denunciare la crisi dei desaparecidos. Nel Paese, infatti, quasi 135mila persone risultano ufficialmente scomparse o non localizzate. Una piaga che si è aggravata soprattutto dal 2006, con la guerra al narcotraffico e l’espansione dei cartelli criminali. Dentro questi numeri ci sono persone rapite, sequestrate, reclutate, uccise o fatte sparire in un contesto di criminalità organizzata, violenza e impunità. Una crisi talmente ampia che il Messico ha istituito addirittura un registro ufficiale per provare a tenerne traccia. Tra assenze dello Stato e accuse di complicità contro pezzi delle istituzioni, spesso sono le famiglie stesse a cercare i propri cari, come nel caso delle madres buscadoras, collettivi guidati soprattutto da madri che provano a ritrovare le persone scomparse e denunciano l’impunità. Per questo, durante la protesta, i manifestanti hanno marciato con candele, cartelli e fotografie dei parenti scomparsi, portando davanti agli occhi del mondo una crisi che accompagna il Paese da anni.

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