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11 luglio 2026

La spesa pensionistica italiana vale quasi un euro ogni sei di PIL. Secondo l’ultimo dato complessivo del Casellario INPS, riferito al 2024, il sistema italiano conta oltre 23 milioni di prestazioni erogate a 16,3 milioni di persone, per un valore annuo di 364,1 miliardi di euro. Il totale comprende pensioni previdenziali, prestazioni assistenziali e rendite indennitarie. È da qui che nasce la cifra dei “quasi 370 miliardi”. Utilizzando un perimetro uniforme per confrontare i diversi Paesi, l’OCSE colloca la spesa pubblica italiana per pensioni attorno al 16% del PIL, quasi il doppio della media OCSE e seconda soltanto alla Grecia. A incidere sono il rapido invecchiamento della popolazione, la riduzione prevista della platea dei lavoratori, il peso ancora presente dei trattamenti maturati in tutto o in parte con regole precedenti e possibilità di pensionamento più favorevoli. Secondo le ultime proiezioni ufficiali, l’incidenza della spesa potrebbe salire dal 15,2% del PIL registrato nel 2025 fino al 17,1% nel 2041. Dal 2027 il requisito ordinario per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e un mese, arrivando a 67 anni e tre mesi nel 2028. Sono previste esclusioni, alle condizioni stabilite dalla legge, per alcune categorie impegnate in attività gravose, usuranti o particolarmente faticose. #pensioni #pil #ocse

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