Giorno della Memoria

Parlare di Palestina il Giorno della Memoria

Il Giorno della Memoria viene celebrato il 27 gennaio per commemorare le vittime della Shoah. Il genocidio attuato dalla Germania nazista colpì diverse categorie umane, tra cui ebrei, rom, sinti, omosessuali e disabili. L’Assemblea ONU ha introdotto questa ricorrenza nel 2005, e da allora è celebrata “per evitare il ripetersi degli errori del passato”.

Il Giorno della Memoria rivendicato da due correnti

La sezione locale dell’ANPI con sede a Bagno a Ripoli (FI) ha preso parte con Assopace Palestina all’organizzazione dell’incontro “Mai più: 80 anni fa lo sterminio del popolo ebraico da parte dei nazisti. Oggi il genocidio del popolo palestinese da parte dello stato di Israele” il 27 gennaio.

L’appuntamento, che prevedeva il coinvolgimento dell’imam di Firenze, era volto a commemorare la tragica parentesi storica che ha visto lo sterminio di oltre 15 milioni di persone. E al contempo, sensibilizzare sul tema del genocidio ai danni della popolazione palestinese da parte di Israele, in linea con l’idea che qualsiasi genocidio dovrebbe essere condannato e contrastato.

Subito è giunta l’accusa di revisionismo da parte della Comunità ebraica fiorentina. Anche la comunità ebraica di Milano ha commentato la vicenda: «C’è bisogno di voci di pace, e non di influencer dell’odio. Invitiamo l’imam e l’ANPI Bagno a Ripoli ad astenersi dal ricordare la Shoah in qualunque sede, per manifesta incapacità di capire e interpretare la Storia».

Il circolo Arci di Antella, luogo in cui si sarebbe dovuto tenere l’evento, ha revocato la disponibilità ad ospitarlo. Il presidente Conti ha fatto sapere che la revoca è legata all’inopportuno legame del Giorno della Memora ad altre iniziative.

Dissesto interno all’ANPI

Alle voci di protesta si è unità l’ANPI nazionale. Considererebbe «un errore gravissimo» il parallelismo tra Shoah e la «vergognosa mattanza che il governo israeliano sta compiendo nei confronti del popolo di Gaza dopo il barbaro attacco del 7 ottobre». La questione ha creato un terremoto interno all’Associazione Partigiani, una frattura che potrebbe portare alle dimissioni del presidente della sezione di Bagno a Ripoli, Luigi Remaschi.

«Sono anni che dedichiamo la mattina della Giornata della Memoria alle manifestazioni ufficiali e il pomeriggio a tragedie contemporanee. Lo abbiamo fatto con i kurdi, con i saharawi, sulla vicenda di Mimmo Lucano, ma anche sugli stessi palestinesi. Riteniamo che fare memoria degli orrori di ieri abbia fra i suoi scopi evitare che i crimini si ripetano oggi. Il nostro auspicio è che la comunità ebraica e i sostenitori della politica israeliana riescano ad allargare il loro orizzonte di valutazione.»

Luigi Remaschi

L’appello della sezione è stato accolto da molti utenti, che hanno criticato pubblicamente l’operato dell’ANPI.