Dove sono finiti gli NFT? Otto opere su dieci sono rimaste invendute

Quello che sembrava essere un mercato in ascesa, tanto rivoluzionario quanto promettente, è ora in caduta libera. Il 79% delle opere digitali denominate NFT (nonfungible token) presenti sulle piattaforme di compravendita è rimasto invenduto, e secondo gli analisti di Dappgambl le transazioni sono calate del 97% negli ultimi due anni. Il picco di ricerche online si è verificato a settembre dello scorso anno, mentre ora il tasso di attenzzione sul tema è tornato ai livelli del 2021.

Arte e investimenti uniti dalla tecnologia blockchain

Il mondo della criptoarte, nato sull’onda della diffusione della tecnologia blockchain, è stato narrato come un base per investimenti lungimiranti e unici: oggi sono 23 milioni gli acquirenti che hanno tra le mani un investimento senza alcun valore. Due anni fa il settore aveva raggiunto il picco di compravendite economiche, fino ad arrivare a 2,8 miliardi di dollari. La media ora è scesa a 80 milioni di dollari alla settimana, solo il 3% rispetto al 2021.

La blockchain, tradotto”catena di blocchi”, è una tecnologia che consente di organizzare in modo univoco e sicuro un database di informazioni condivise senza la presenza di un’unità centrale di controllo. Per la nascita e il mantenimento di questo “universo parallelo” fatto di token non fungibili sono stati impiegati computer in grado di generare lunghe catene numeriche univoche per certificare proprietà e autenticità, che però hanno causato emissioni pari a 16 milioni di tonnellate di carbonio, ovvero quanto emetterebbero 2.048 case in un anno.

“Questa realtà dovrebbe servire da freno all’euforia che ha spesso circondato il mondo degli NFT. Tra storie di opere d’arte digitali vendute per milioni e successi improvvisi, è facile trascurare il fatto che il mercato è pieno di insidie e potenziali perdite. Sebbene la tecnologia abbia introdotto un nuovo modello per la proprietà e la monetizzazione delle risorse digitali, quello degli Nft resta un mercato altamente speculativo e volatile

hanno affermato gli analisti di Dappgambl.