L’influencer: tra ascese folgoranti e cadute rovinose

L’influencer: solo un fenomeno di marketing?

L’influencer è un personaggio di successo, popolare nei social network e in grado di influire sui comportamenti e sulle scelte di chi lo segue. Tuttavia, è sbagliato pensare che l’influencer sia solo un fenomeno di marketing, in qualche modo costruito ad arte da sapienti mani. Infatti, l’influencer ha la capacità di spostare e modificare non solo i comportamenti e l’orientamento del consumatore, ma, soprattutto, di incidere sulle opinioni dei propri follower. Gli influencer hanno, in un certo senso, sostituito intellettuali e politici, diventando i nuovi opinion leader che veicolano attraverso i social messaggi di enorme impatto. È difficile stabilire con certezza come nasca un influencer e non è nemmeno semplice costruire un fenomeno di questa dimensione.

L’influencer: tra bisogno di imitazione e rispecchiamento

L’influencer ha la capacità di influenzare l’opinione pubblica attraverso un continuo e martellante racconto quotidiano proposto sotto la forma di un reality o di un romanzo d’appendice in chiave contemporanea. Un racconto che ha come scopo quello di veicolare, attraverso i social, messaggi tutto sommato semplici, sulla famiglia, la felicità, la bellezza e la realizzazione personale. Questo tipo di messaggi, resi immediatamente fruibili attraverso la rete, fanno leva sul desiderio di unicità e riconoscibilità di coloro che lo seguono, alla ricerca di una propria identità personale.

Non si tratta certo di una novità poiché il meccanismo del riconoscimento, del rispecchiamento e della costruzione dell’autenticità è sempre stato al centro dell’interesse dell’umanità a partire dal mito greco.

Il poeta latino Publio Ovidio Nasone, nelle Metamorfosi, richiama, probabilmente nella forma più originaria della leggenda, il mito di Pigmalione. Ovidio ce lo rappresenta come lo scultore di una statua eburnea di donna, di meravigliose fattezze, per la quale si sentì preso d’amore come per creatura viva, e che chiamava sua sposa. “Ars adeo latet arte sua”, “Tanta è l’arte che l’arte non si vede”, ci racconta Ovidio. È proprio questo desiderio di rispecchiamento che spinge i follower a seguire l’influencer nel suo reality quotidiano.

I social come autorappresentazione

Il rispecchiamento nel mondo dell’influencer è un modo per rappresentare, come in gioco di specchi, ciò che accade nella vita del follower. Il social è un mondo parallelo dove ciascuno di noi desidera ardentemente essere riconosciuto, ascoltato, visto e apprezzato. L’esclusione dai social è vissuta come una condanna all’inesistenza. Pertanto, partecipare ed essere riconoscibili nei social significa partecipare alla nostra continua autorappresentazione, che trae linfa vitale dai modelli di rappresentazione veicolati dall’influencer. Questa necessità di essere continuamente esposti, in tempo reale, nelle cose di tutti i giorni rappresenta il forte desiderio di auto narrazione il cui fine ultimo è il raggiungimento di una propria identità.

Ciò in cui eccelle l’influencer è la capacità di sfruttare il racconto, il proprio racconto personale, come una potentissima arma di persuasione. Il fenomeno è talmente esplosivo che persino la politica ha dovuto adattarsi a questi nuovi meccanismi di comunicazione, pena l’irrilevanza. La narrazione proposta dal politico deve essere capace di suscitare emozioni forti, ponendola all’interno di una gigantesca favola collettiva.

L’imitazione è un veicolo di piacere e conoscenza, una caratteristica fisiologica del comportamento umano e degli animali, indagato a partire dai tempi della filosofia greca.  Del resto, chi di noi non ha avuto dei propri “idoli”, nel mondo della musica o dello star system in generale, alla ricerca di modelli a cui ispirarsi?

Il collante tra l’influencer e il follower: il “patto fiduciario”

Il moderno meccanismo di identificazione, a cui nessun influencer può sfuggire, si basa su di una sorta di patto fiduciario: “io ti seguo perché mi fido di te!” Nel momento in cui questo patto si rompe, il mondo dell’influencer si sgretola, cade a pezzi e l’incantesimo finisce.

La credibilità del messaggio proposto dall’influencer è la condizione necessaria su cui si basa la sua attività. Per un influencer non è possibile condividere con gli altri i propri successi personali e i propri affetti se questi non sono realmente vissuti. L’influencer mette costantemente in gioco il proprio corpo, attraverso una continua esposizione mediatica, anche nei momenti di intimità, durante tutta la  giornata. Tanto più il patto fiduciario è forte, tanto più è alta la capacità dell’influencer di costruire un collante in grado di compattare sia i follower che gli haters, la cui finzione è quella di allargare e consolidare l’impatto mediatico del messaggio. Quando però il patto fiduciario con il follower si spezza, l’idolo viene lasciato solo in balia degli “haters” e la rapida ascesa si trasforma in una vertiginosa discesa.