La Papera Gialla di CNC Media e Rubber Duck di Hofman

La Papera Gialla di CNC Media e la gigantesca “Rubber Duck” di Florentjin Hofman

CNC Media ha come logo istituzionale una irriverente papera gialla che richiama alla mente i contenuti veicolati attraverso la famosa opera Rubber Duck” di Florentjin Hofman.

La papera gialla, divenuta in breve tempo simbolo di sberleffo transnazionale, di attenzione alla sostenibilità e di riflessione sul nostro “singolare” è stata adottata come icona dai giovani di tutto il mondo.

È con questo spirito che CNC Media ha adottato come propria icona una papera gialla, credendo fin dal suo nascere, nell’importanza di raccontare i fatti senza vincoli, avendo come riferimento un pubblico giovane e in continuo movimento sui social network.

La Papera gialla per CNC Media significa satira pungente e tanta informazione, aperta alle tematiche giovanili e veicolata attraverso un linguaggio diretto, finalizzata ad aiutare i giovani a capire l’attualità.

Ma perché un banale giocattolo da bagno è diventata un’icona mondiale?

 

Dove nasce l’idea dell’enorme papera gialla galleggiante di Hofman e l’icona utilizzata da CNC Media

Era il 1992 quando, a causa di una tempesta, una nave cargo cinese, che viaggiava da Hong Kong a Tacoma, riversò in mare dei containers pieni di oggetti vari, tra cui molti giocattoli da bagno. Tra questi vi erano migliaia di papere gialle di gomma e la suggestiva notizia fece, in breve tempo, il giro del mondo.

A distanza di pochi anni, nel 2007, l’artista olandese Florentjin Hofman ideò una trasposizione gigante del giocattolo della papera da bagno. Da allora, le papere gialle di Hofman, di dimensioni che possono raggiungere anche i 26 metri, solcano i mari del mondo.

Lo scopo? La “Rubber Duck” così viene chiamata, con la sua mole impressionante, cambia il nostro modo di osservare lo spazio pubblico, che vien invaso da queste mega strutture. L’artista, attraverso la creazione di oggetti comuni dalle dimensioni gigantesche, si augura, di riattivare i nostri ricordi di infanzia, veicolando allo stesso tempo un messaggio di felicità.

 

Florentjin Hofman e la papera gialla

Florentijn Hofman (1977), originario di Delfzijl (Olanda), è un’artista concettuale famoso per le sue mastodontiche opere, raffiguranti per lo più animali. Le sue opere prendono possesso dello spazio pubblico suscitando l’attrazione dell’osservatore. Papere di gomma, uccelli giganti, conigli di legno o topi di paglia di dimensioni inusitate suscitano lo scalpore e il sorriso ironico dell’osservatore.

Fu nel 2007 che l’artista raggiunse l’apice della notorietà, quando ebbe l’occasione di installare a Saint-Nazaire, in Francia, la sua opera più famosa: “Rubber Duck”, una gigantesca papera gialla.

La notorietà acquisita gli assicurò numerose commesse pubbliche – dalla gigantesca “Rana di Kobe” al mastodontico Ippopotamo sul Tamigi a Londra, “Hippopo Thames” – che hanno contribuito a consolidare la sua fama mondiale.

Tutte le mega installazioni di Hofman sono temporanee e vengono create in loco.  L’idea di Hofmann è che l’arte deve essere fruibile da tutti e non solo dai ricchi collezionisti che, peraltro, non possono acquistarle per ovvie ragioni di spazio.

 

Quali sono i messaggi veicolati attraverso la papera gialla?

Uno degli scopi che gli artisti si prefiggono attraverso l’esposizione di opere di grosse dimensioni è quello di provocare una reazione decisa nel fruitore dell’opera. La provocazione artistica, infatti, è un modo efficace utilizzato per richiamare l’attenzione verso qualcosa che altrimenti non susciterebbe interesse. Tuttavia, la provocazione o l’esagerazione rappresentano solo l’aspetto immediato tramite il quale si veicolano molteplici significati.

La papera gialla, non solo empatia ma anche rispetto per l’ambiente

Un oggetto di uso quotidiano dalle dimensioni spropositate colpisce facilmente il nostro “immaginario” e viene percepito con un sentimento di felicità e gioia, crea empatia. La papera accorcia la distanza tra l’artista e il pubblico e, nella sua inusuale “monumentalità”, diventa un oggetto quotidiano ricontestualizzato, con cui stabilire una relazione di simpatia.

L’installazione di un’opera in uno spazio pubblico, specie se degradato, ne comporta la pulizia e la cura, veicolando nuova attenzione verso lo stesso. Allo stesso modo, la presenza ingombrate della papera ci ricorda di aver cura dell’ambiente in cui l’opera viene collocata. Infatti, la stessa cura che dedicavamo, nell’infanzia, agli oggetti semplici a noi cari e all’ambiente che li ospitavano, viene, per analogia, traslata nei confronti degli ambienti che ospitano la papera gigante.

Inoltre, le dimensioni delle papere gialle di Hofman sono così esagerate da trascendere la nostra singolarità, sono “più grandi della vita” (“larger than life”). Ingrandire all’inverosimile un comune giocattolo come la papera gialla significa rendere più piccolo il mondo: “The bigger the object, the smaller the world”.

 

La papera gialla: da arte concettuale a icona di sberleffo e protesta

Ma non è tutto qui. Infatti, dietro il gigantismo della papera gialla si cela il messaggio “ironico” e “caustico” nei confronti di un potere costituito, che vive nell’illusione sentirsi più “grande” di quello che è in realtà.

Questo aspetto singolare è stato recepito dai giovani che, ben presto, hanno adottato la papera gialla come icona durante le manifestazioni di protesta contro le autorità in diverse parti del mondo. Tutto ebbe inizio nel 2013, quando il governo di Pechino, a poche settimane dall’esposizione dell’opera di Hofman nel Victoria Harbour di Hong Kong, cominciò a censurare sui social media cinesi l’uso del termine “Grossa papera gialla“. Tutto questo avvenne in seguito alla pubblicazione sul web delle versioni della storica foto “Tank Man”, che vede un uomo fermo davanti ai carri armati durante la rivolta di piazza Tienanmen del 1989, con la papera gialla ‘photoshoppata’ sopra.

 

Nel novembre del 2020, in Thailandia, le papere gialle sono diventate il simbolo della rivolta. I giovani thailandesi hanno saputo trasformare il successo ottenuto da un’opera d’arte concettuale in un’icona simbolo dello sberleffo contro il potere costituito. Nel corso delle manifestazioni di piazza sono comparse numerose papere gialle gonfiabili da piscina, icone della sollevazione popolare guidata dagli studenti. I manifestanti hanno usato la papera gialla di gomma in segno di scherno nei confronti della monarchia e del governo thailandese. Ben presto, la “rivoluzionaria” papera gialla si è trasformata in un “meme” satirico a livello transnazionale.

 

La papera gialla fa il giro del mondo

È dal 2007 che Rubber Duck naviga nei mari di tutto il mondo in cerca di nuovi approdi. Il successo di “Rubber Duck è stato tale che le autorità di Hong Kong hanno deciso di farle tornare dopo dieci anni. Lo scorso giugno, c’è stato il “ritorno della papera gialla” accompagnato da una sorpresa: acconto a lei c’era la sua gemella. In un attimo il web è impazzito. Il motivo del raddoppio? L’artista ha dichiarato che “quando ho pensato al mondo e ai bisogni che abbiamo tutti dopo la pandemia ho pensato di raddoppiare. Così ho portato due papere per portare doppia fortuna”.

CNC Media e l’icona della papera gialla, una simbiosi perfetta

Per chiudere, possiamo dire che la trasposizione di un semplice giocattolo in una vasca da bagno, in una papera gialla gigante galleggiante nelle acque dei porti più trafficati del mondo, suscita gioia e attenzione in tutti noi. La papera gialla galleggia in una vasca da bagno globale, un messaggio di semplicità e di attenzione all’ambiente e al sociale.

Nello stesso modo, le informazioni di CNC Media sono veicolate nella vasca globale del web dall’icona della papera gialla, con un pizzico di ironia, meme e  attenzione ai giovani.