India, schiuma bianca ricopre il fiume Yamuna, a rischio il Chhath Puja

Lo Yamuna e la festa di Chhath Puja  

Il fiume sacro Yamuna, in India, è stato ricoperto, ancora una volta, da un immenso strato di schiuma bianca che mette a rischio i tradizionali festeggiamenti di Chhath Puja.

Il fenomeno dell’inquinamento dei grandi fiumi scatena l’interesse del Web. Negli scorsi giorni imperversava la notizia delle acque del fiume Nilo colorate di rosso (vedi anche il nostro articolo), è facile prendere che la stessa cosa accadrà per la schiuma bianca dello Yamuna.

Il festival dello Chhath Puja e l’inquinamento di Dehli

Lo Chhath Puja è la tradizionale festa dedicata al sole, che si celebra dal 17 al 20 novembre di ogni anno, è un appuntamento immancabile per un fedele induista. Milioni di persone si riversano nelle acque del fiume per la tradizionale immersione.

Questa volta, per i partecipanti non sarà una bella esperienza, visto che Dehli e le aree circostanti sono avvolte da una densa e pericolosa nebbia di smog. L’indice AQI, che registra il livello di polveri sottili (PM 2,5 e PM 10) presenti nell’aria, supera di oltre le dieci volte quello ritenuto normale dall’OMS. La gravità della situazione è tale che il governo indiano ha varato a ottobre una “Green War Room”, un centro di coordinamento ad alta tecnologia, per combattere l’inquinamento atmosferico di Nuova Delhi.

L’inquinamento dell’aria e la schiuma bianca che ricopre il fiume rischiano di rovinare la festa.

Gli interventi del Governo per combattere l’inquinamento del fiume

Considerata l’importanza cruciale della festività per i fedeli dell’induismo e il grave inquinamento ambientale, la politica sta correndo ai ripari.

Atishi Singh, la leader del partito AAP e ministro dell’Educazione, Cultura e Turismo indiano, ha promesso che per la tradizionale festa di Chhath Puja la schiuma tossica sarà rimossa dal fiume. La Ministra ha precisato che lo sforzo in corso per rimuovere la schiuma nociva dal fiume comporterà l’uso di sostanze chimiche per uso alimentare. Le squadre di aspersione hanno iniziato i lavori già nella serata di ieri.

La Ministra ha dichiarato che nei prossimi due giorni, la schiuma tossica svanirà completamente e ha chiesto al governo dell’Uttar Pradesh di fermare ulteriormente il rilascio di acqua inquinata nel fiume Yamuna. La festa, forse, è salva, ma qual è lo stato di salute del fiume?

La schiuma bianca e il livello di inquinamento del fiume Yamuna

Lo Yamuna è uno dei fiumi più sacri dell’India, ma è anche uno dei più inquinati al mondo. È venerato dagli indiani, ma è usato come canale di scolo per rifiuti tossici di qualsiasi tipo. Agenti chimici, pesticidi e metalli vengono riversati quotidianamente nelle sue acque senza essere opportunamente filtrati.

Il fiume nasce nella catena himalayana, con acque pure e cristalline, e finisce il suo percorso nella capitale Delhi, dove i giunge ricoperto di una folta schiuma tossica.

L’inquinamento del fiume Yamuna, il più grande affluente del Ghange, è ormai un fenomeno cronico, lo stesso governo indiano già nel 2020 aveva definito lo stato di salute del fiume “criticamente peggiorato“.

La polemica politica si è infiammata al punto che Virendra Sachdeva, responsabile BJParty di Delhi, ha accusato il governo di Delhi, guidato da primo ministro Kejriwal, di aver letteralmente “ucciso” il fiume. “Quest’acqua è in uno stato tale che chiunque ci metta le mani dentro si ammalerà. Cosa accadrebbe alle persone che si tuffano in questo fiume durante il Chhath Puja? “ha dichiarato Sachdeva.

L’India e le sue contraddizioni

Nonostante lo stato comatoso in cui versa il fiume, i fedeli continuano a frequentare le rive del Yamuna per immergersi nelle sue acque tossiche e per lavare i panni.

Nel 2019, fecero il giro del mondo le inquietanti immagini dei fedeli che si immergevano nella schiuma bianca per celebrare lo Chhath Puja. Secondo il rituale l’immersione completa del proprio corpo nel fiume dovrebbe portate prosperità e salute. È una situazione paradossale se consideriamo che, probabilmente, i partecipanti al rito finiranno per avvelenarsi.

A niente è valso l’intervento della Corte dell’Uttar Pradesh che aveva riconosciuto al fiume, unitamente al Gange, lo status di “persona morale”, nel tentativo di proteggerli entrambi dall’inquinamento. Il tentativo è miseramente fallito.