Il comune di Milano organizza il trenino degli umarèll

Il Municipio 6 di Milano ha lanciato lo scorso fine settimana una divertente iniziativa. Tutti gli appassionati dei lavori stradali e dei cantieri, i cosiddetti Umarèll, sono stati chiamati a raccolta e fatti salire a bordo di un trenino elettrico che li ha portati a vistare i principali cantieri della zona.

Il trenino, con partenze previste in diverse fasce orarie, ha seguito due percorsi: sabato 14, ha esplorato la parte di Municipio 6 a nord del Naviglio Grande, mentre domenica 15 si è diretto  verso i quartieri a sud del Naviglio Grande.

Lo scopo era quello di mostrare ai cittadini milanesi, in modo divertente, come sta cambiando la città. In collaborazione con l’associazione ‘I Gelsi Milano, il Municipio 6 ha è pensato di dedicare la due giorni agli Umarèll, una figura che a Milano, ma non solo, è un vero e proprio mito. Il tour era ovviamente aperto a tutti quelli che si sentono “umarèll dentro”.

Chi è l’Umarèll?

La Treccani cita:” Pensionato, perlopiù anziano, che passa il tempo a osservare e commentare i lavori in corso, a ridosso del cantiere”. A ben vedere la definizione è un po’ riduttiva, perché una delle caratteristiche dell’Umarèll è il suo approccio al cantiere, cioè di” quello con l’aria di chi la sa lunga”!

Il neologismo nasce come mutazione di un termine dispregiativo del dialetto bolognese, umarèl (con una sola L), che indica un ometto dall’aria dimessa e anonima che vaga per la città con le mani dietro la schiena. L’espressione trova molte varianti – umêtt, umarêtt, umein, umarein e uminein – e, nel tempo, il termine umarèll è entrato a far parte del linguaggio dei media e della politica.  Il termine viene utilizzato anche al di fuori del suo contesto originario, cioè gli anziani che guardano i cantieri, per apostrofare chi sta ai margini di qualche evento senza assumere un ruolo attivo.

Umarèll, brand e media

Quello dell’Umarell è anche un brand consolidato. È sufficiente cercare sul web nella sezione “shopping”, per trovarsi di fronte statuette, di vari colori e dimensioni, di omini con le mani dietro la schiena che osservano il nostro lavoro. Gli slogan vanno da “anziano digitale che osserva i cantieri …. e aumenta la tua produttività” a “sarà di compagnia nel vostro ufficio”. La statuetta fa la sua bella figura sulle scrivanie degli studi di architettura.

Gli appassionati del web possono trovare l’applicazione “Trova il cantiere”, un’apposita app per i tecno-umarèll, con la mappa aggiornata dei lavori stradali.

Chi fosse alla ricerca di testi sull’argomento, può fare riferimento allo scrittore Danilo “Maso” Masotti, che ha dedicato vari testi alla figura dell’umarèll. Tra questi citiamo: “Oltre il cantiere. Fenomenologia degli umarells” – Pendragon, Bologna 2016 – (ndr. Umarells è il plurale di Umarèll).

Quello dell’Umarrèll è anche un lavoro. Diversi Comuni, infatti, si avvalgono del supporto di questi pensionati per avere il “monitoraggio real time” della situazione dei cantieri. Certo sarebbe meglio che le amministrazioni facessero loro questo lavoro, ma, come si dice, “quattro occhi vedono meglio di due”. Nel 2016, l’associazione culturale “Succede solo a Bologna” ha rilasciato la “carta Umarèll“, come raccolta fondi per il restauro della chiesa di San Petronio.

Anche il mondo della canzone si è interessato del fenomeno. Fabio Concato ha scritto una canzone intitolata “L’umarell”, in cui il cantante immagina un dialogo tra lui e l’umarèll durante la pandemia.

“L’umarell sempre qui e mi guarda

E mi dice: “cosa fai con le mani in mano?”

Gli rispondo: “cosa posso fare in quarantena?”

“Io non lo so, sei tu che suoni il piano!

Infine, a sottolineare l’internazionalità della figura dell’umarèll, The Times (15 gennaio 2021) ha dedicato un ampio servizio al fenomeno, firmato dal corrispondente da Roma, Tom Kington.