Gen Z: ai colloqui di lavoro con mamma e papà

Gen Z: i datori di lavoro stanno facendo di tutto per evitare di assumere neolaureati 

Negli Stati Uniti, un neolaureato su cinque della Gen Z si reca ai colloqui di lavoro accompagnato da mamma e papà. È questo uno dei motivi  che spingono i datori di lavoro ad evitare di assumere i neolaureati della Gen Z. A  rivelarlo è un sondaggio di “Intelligent, rivista online specializzata in tematiche studentesche. Il sondaggio, condotto intervistando 800 manager statunitensi coinvolti nelle assunzioni, ha rilevato che il 38% dei datori di lavoro intervistati evita di assumere neolaureati a favore di dipendenti più anziani.

Il quadro che emerge è inquietante e mostra come i neolaureati della Gen Z stanno lottando con molti aspetti della vita professionale che li rendono meno desiderabili da assumere. I motivi di questa sconfortante situazione risiedono nell’atteggiamento tenuto dai neolaureati in fase di colloquio e nel comportamento adottato sul posto di lavoro.

Gen Z: perché i datori di lavori non puntano sui giovani neolaureati

Gli errori compiuti in fase di colloquio

I datori di lavoro segnalano che in cima alla lista degli errori compiuti dai neolaureati in fase di colloquio di lavoro ci sono le richieste salariali irragionevoli e la mancanza di contatto visivo. Infatti, secondo il 20% degli intervistati i neolaureati si presentano “impreparati” al colloquio di lavoro. Il 53% dei datori di lavoro segnala come l’errore più eclatante sia il fatto che i neolaureati hanno difficoltà con il contatto visivo durante il colloquio. La metà degli intervistati giudica “irragionevoli” i compensi richiesti e afferma di aver avuto candidati che si sono presentati ai colloqui vestiti in modo inappropriato.

Indipendentemente dal fatto che i colloqui siano online o di persona, i neolaureati hanno difficoltà con il comportamento professionale. Il 21% dei datori di lavoro dichiara di avere avuto un candidato che si è rifiutato di accendere la videocamera per un colloquio virtuale, mentre il 19% afferma di aver persino avuto un neolaureato che ha portato con sé un genitore al colloquio.

Gli errori comportamentali tenuti sul posto di lavoro

Alle domande riguardanti i comportamenti tenuti dai neolaureati sul posto di lavoro, il 58% degli intervistati risponde che i giovani della Gen Z si offendono troppo facilmente, non rispondono bene ai feedback (55%) e hanno scarse capacità di comunicazione (52%). Inoltre, i giovani neolaureati non sono in grado di gestire il carico di lavoro, non rispettano le scadenze e giungono in ritardo al lavoro e alle riunioni.

Le reazioni dei datori di lavoro

I datori di lavoro stanno implementando una serie di tattiche per cercare di attrarre i lavoratori più anziani. La gran parte degli intervistati, pur di evitare di lavorare con un giovane neolaureato, si dice disposta ad offrire ai lavoratori più anziani stipendi più alti, orari flessibili, la possibilità di lavorare da remoto e una serie di benefits.

Questo demoralizzante quadro si conclude con la triste affermazione fatta da quasi la metà dei datori di lavoro che dichiara di aver licenziato un neolaureato.

Ma è tutta colpa della Gen Z?

I datori di lavoro che vogliono mantenere i loro assunti più giovani dovrebbero cambiare le proprie aspettative e i loro protocolli di formazione.  Secondo Diane M. Gayeski, esperta di comunicazioni strategiche “i dipendenti della Gen Z hanno bisogno di molto tutoraggio“. “Potrebbero aver bisogno di una guida molto specifica su cosa indossare, su come scrivere un’e-mail aziendale appropriata o su come parlare in una riunione“.

Questi elementi sono venuti a mancare anche a causa della pandemia di Covid-19. I giovani che si laureano hanno avuto più di due anni di interruzione nella loro istruzione e nel loro sviluppo sociale e professionale. Ciò ha impedito loro di partecipare a stage o lavori estivi per rafforzare il proprio livello di competenza.

Molte delle più recenti ricerche confermano che le reclute della Gen Z, che si sono laureate durante la pandemia, faticano a esercitare le capacità di comunicazione di base e l’etichetta d’ufficio. Per cercare di andare incontro a queste esigenze le principali società di consulenza stanno offrendo lezioni extra sulle più semplici competenze trasversali: inviare e-mail, cosa indossare in ufficio, come lavorare in team e come fare una presentazione.

Come rispondere a questa nuova sfida?

Il mondo del lavoro sta affrontando un mutamento culturale, un vero e proprio cambio di paradigma, che coinvolge domanda e offerta di lavoro. Considerato che nei prossimi anni il mercato del lavoro sarà caratterizzato dall’ingresso della Gen Z, risulterà fondamentale creare programmi intensivi di formazione permanente. L’offerta di servizi di orientamento al mercato della domanda di lavoro sarà la carta vincente delle aziende e dell’offerta formativa.  Tuttavia, istruzione e mondo del lavoro non potranno prescindere  dall’orientamento attitudinale capace di rendere gli individui consapevoli delle loro attitudini e delle possibili attività lavorative ad esse coerenti.