Film e documentari che cambiano la prospettiva sugli allevamenti intensivi e sull’alimentazione

Film e documentari che tolgono il velo alla realtà degli allevamenti intensivi e stimolano riflessioni sulla corretta alimentazione 

Film e documentari hanno spesso assunto un ruolo cruciale nel modellare l’opinione pubblica riguardo gli allevamenti intensivi e le pratiche alimentari. Attraverso la lente del cinema, la realtà degli allevamenti intensivi viene mostrata in maniera cruda suscitando in noi forti emozioni che invitano ad una riflessione critica. Spesso dopo la visione di questi film cambiamo le nostre abitudini alimentari. L’interesse del mondo del cinema verso queste tematiche è di vecchia data e sono diversi i film e i documentari prodotti nel corso degli ultimi anni. Un racconto che tocca diversi temi: i benefici dell’alimentazione plant-based, la denuncia di allevamenti e pesca intensivi, l’impatto ambientale di ciò che portiamo a tavola fino alla celebrazione del rapporto tra uomini e animali. Ma quali sono i film e i documentari più significativi, i “must have” per chi volesse saperne di più su questi temi?

Film e documentari: tra animazione e favole animaliste

Iniziamo questa rassegna con due  film, sospesi tra l’animazione e la favola animalista.

Galline in fuga: l’alba dei nuggett”: un inno al veganesimo?

È interessante verificare quale sia l’impatto dei film di animazione rispetto alle tematiche animaliste.

Sinossi

Iniziamo il viaggio partendo dal  sequel di “Galline in fuga” – “Galline in fuga: l’alba dei nuggett” – disponibile in streaming su Netflix dal  15 dicembre. In questo episodio, l’eroica Gaia e Rocky, vivono felici con l’intero pollaio e la neonata Molly su un’isola idilliaca. Tuttavia, l’intera comunità delle galline dovrà presto fare i conti con il minaccioso ritorno della signora Tweedy. Determinati a salvaguardare la loro libertà, Gaia e la sua squadra si preparano a irrompere nella letale fabbrica dei nugget. La missione? Salvare migliaia di galline da questa fabbrica di bocconcini di pollo fritto, dove i volatili vengono tenuti in uno stato di gioia artificiale mediante collari lobotomizzanti telecomandati.

Quali riflessioni?

Fin qui la sinossi del film, ma quali sono le riflessioni etiche veicolate da questo tipo di film? Come riportato dal Guardian, Sam Fell, regista del film, ha dichiarato che “se dopo la visione del film te ne vai e pensi un po’ di più come un pollo, allora non è una brutta cosa“.  Richard McIlwain, ceo della UK Vegetarian Society ha dichiarato: “indipendentemente dal fatto che abbiano deciso o meno di fare una favola morale vegana, la realtà è che questo è ciò che accade negli allevamenti di pollame“.

Alcuni attori del cast del film sono dei portavoce del veganismo; lo stesso Fell è diventato vegetariano durante la produzione. Non si tratta certo di una novità. Infatti,  viene alla mente l’esperienza vissuta dall’attore James Cromwell che durante le riprese del film “Babe maialino coraggioso”, si convertì al veganesimo. Dopo il successo di “Babe maialino coraggioso”  l’interesse per il vegetarianismo raggiunse un picco mai visto. E’ molto probabile che il nuovo episodio di “Galline in fuga” avrà un impatto sul consumo di nugget.

È interessante ricordare in “Galline in fuga” l’allevamento di uova era equiparato a un campo di prigionia. Nel nuovo episodio, invece, le galline sono intrappolate in una fabbrica, un vasto complesso di cemento ironicamente chiamato “Fun Land”. Si tratta di una sorta di luna park dove i polli, lobotomizzati come zombie, aspettano il “lieto fine”: essere trasformati in nugget. Inoltre, il film è ambientato nei primi anni ’50,  periodo in cui nacquero i fast food,  e il riferimento alla catena dei fast food del KFC sembra abbastanza esplicito.

Okja”: una favola animalista

Rimanendo su questo piano, sospeso tra l’onirico e la realtà, non si può non citare il film Okja, una favola animalista scritta e diretta da Bong Joon-ho. Presentata al Festival di Cannes nel 2017, il film racconta del rapporto di amicizia tra una ragazza (Mija) e Okja, un grosso maiale frutto di un esperimento portato avanti da una multinazionale senza scrupoli e destinato al macello. Dopo 10 anni di amicizia, Mija è costretta a separarsi da Okja e decide di lasciare le montagne della Corea del Sud per andare a New York e cercare di salvarla.

L’impatto del film

Il film è un viaggio devastante attraverso il mondo degli allevamenti intensivi ma è anche una metafora del mondo che stiamo vivendo, tra reclusione e soffocamento delle libertà. La giovanissima protagonista, la coreana An Seo Hynn, ha dichiarato: “prima di iniziare questo film mangiavo molta carne, molto maiale”. Poi, ha continuato l’attrice, “sono stata assorbita dal mio personaggio e oggi non sono più tanto carnivora come prima“. Sarà stato anche un caso, ma, in quel periodo, si registrò un picco di vendite di prodotti vegetariani a base di micoproteine.

Film e documentari: qual è la consapevolezza delle nostre scelte alimentari?

Se spostiamo l’attenzione dalle favole animaliste, troviamo una serie di film che hanno suscitato l’interesse dell’opinione pubblica rispetto alla consapevolezza delle nostre scelte alimentari.

The Game Changers”: come sfatare i luoghi comuni sull’alimentazione

Uno dei film che ha suscitato l’interesse del grande pubblico è “The Game Changers”, un docufilm sull’alimentazione vegana negli sportivi. Il film è stato presentato da James Cameron, Arnold Schwarzenegger, Jackie Chan, Lewis Hamilton, Novak Djokovic e Chris Paul, tutti vegani convinti, come “un nuovo film rivoluzionario su carne, proteine e forza”.

Sinossi

Questo documentario del 2018, diretto da Louie Psihoyos e presentato al Sundance Film Festival, segue i passi di James Wilks, un combattente UFC. Dopo aver subito un infortunio, Wilks cerca il modo più veloce per recuperare la sua forma fisica e, con sua sorpresa, scopre che la dieta plant based è la più efficace per raggiungere il suo scopo.

Il messaggio

Il messaggio del documentario è semplice ma efficace. A partire dagli antichi gladiatori romani fino agli attuali atleti d’élite, le grandi performance sportive sono collegate a un’alimentazione a base vegetale. Il focus del docufilm è quindi sulle prestazioni fisiche e non sui temi etici legati alle scelte alimentari. Tuttavia, il film ha merito di aver suscitato riflessioni su ciò che mettiamo in tavola affrontando la questione dal punto di vista dell’alimentazione degli sportivi.

Food ReLOVvution”: conosci quello che mangi?

Il tema di fondo di questo documentario del 2017 è l’invito a conoscere ciò che si mangia, poiché, come evidenziato nel titolo “tutto ciò che mangi ha una conseguenza”. Compito di questo documentario è proprio stimolare in tutti noi il desiderio di informazione e aiutarci a capire l’importanza delle nostre scelte quotidiane. Tutto ciò che mangiamo ha una conseguenza ed essere consapevoli di questo, ci aiuta a capire qual è l’importanza delle nostre scelte quotidiane.

Nato da un’idea di crowfunding

Il film è stato finanziato attraverso una campagna di crowdfunding che ha superato le più rosee previsioni. L’obiettivo è mostrare come la cultura della carne ha impatti sulla salute, sulla fame nel mondo, sul benessere degli animali e sull’ambiente. Questi problemi globali riguardano tutti e sono correlati tra loro. Sapere fare la spesa in maniera consapevole, sapere cosa si compra e cosa si mangia, è il primo passo verso un mondo migliore.

Food inc.”: cosa sappiamo di come viene prodotto ciò che mangiamo?

Quanto sappiamo davvero del cibo che acquistiamo nei supermercati e serviamo a tavola? Food, Inc., è un film del 2008 diretto da Robert Kenner e candidato al premio Oscar nel 2010 come miglior documentario. L’obiettivo del documentario è alzare il velo sull’industria alimentare, mettendo in luce ciò che viene nascosto ai consumatori.

Un’agghiacciante rivelazione sulle cause della drammatica crisi sanitaria negli USA

Il documentario rivela la sorprendente realtà rispetto a ciò che viene prodotto e sulle sue conseguenze sulla nostra salute attraverso documentate testimonianze. Con la consulenza e la partecipazione di Michael Pollan, autore di bestsellers fondamentali sul cibo, il documentario va al cuore della drammatica crisi sanitaria statunitense. Colpita da un’epidemia di obesità e diabete e da  tassi altissimi di tumori e malattie cardiovascolari la società Usa sconta gli effetti delle scelte alimentari errate. La tesi del film è che la radice di tutto sia in quello che arriva a tavola dai supermercati.

Film e documentari: gli allevamenti e lo sfruttamento intensivo delle risorse

Chiudiamo questa carrellata con tre film che mettono in luce il devastante impatto ambientale generato dagli allevamenti intensivi.

Cowspiracy”: il segreto della sostenibilità ambientale

“Cowspiracy” è un lungometraggio, prodotto da Leonardo DiCaprio, che ha vinto numerosi premi e scosso le coscienze degli spettatori in tutto il mondo. Prodotto e diretto da Kip Andersen e Keegan Kuhn, il film ha suscitato la critica del mondo ambientalista. Attraverso il film, gli autori hanno accusato gli ambientalisti di non occuparsi sufficientemente della questione dell’industria animale.

Sinossi

La storia inizia proprio con Andersen che si imbatte in un rapporto della FAO che spiega come l’allevamento del bestiame generi più gas serra dell’intero settore dei trasporti e che il metano prodotto dagli animali è molto più distruttivo rispetto all’anidride carbonica delle auto. Il lungometraggio cerca di individuare i motivi per cui le associazioni ambientaliste sembrano ignorare questo problema.

Un messaggio chiaro e diretto contro la pratica dell’allevamento intensivo

Al di là delle polemiche, il lungometraggio mostra la connessione tra allevamenti intensivi, deforestazione, produzione di gas serra, distruzione della foresta pluviale con la conseguente estinzione delle specie indigene e del loro habitat, erosione del manto terrestre e inquinamento idrico. Cowspiracy invita a riflettere su come la produzione di carne e latticini sia una delle principali cause dei cambiamenti climatici. Inoltre, ci invita a ripensare alle nostre abitudini alimentari, proponendo alternative sostenibili come una dieta a base vegetale.

Al capolinea, la fine dei pesci”: le conseguenze dello sfruttamento ittico

Al capolinea, la fine dei pesci” è un documentario del 2009 che alza il sipario sullo stillicidio che si compie ogni giorno sotto i nostri occhi: la corsa sfrenata all’approvvigionamento ittico.

Nel 2048 non ci saranno più pesci

Entro la metà del secolo, questo devastante scenario rischia di consegnarci oceani senza più pesci. Tratto dal libro-inchiesta di Charles Clover, giornalista del “Daily Telegraph”, e realizzato da Rupert Murray, eco-regista militante, il documentario è il crudo resoconto dell’immane disastro ambientale che passa inosservato. La tragica cecità del genere umano che, per soddisfare interessi economici e mode alimentari, sta riducendo a un deserto il mare è il tema del documentario.  Si tratta di uno dei pochissimi documentari che analizzano così in profondità cosa accade nei nostri mari.

The Cove”: i diritti animali

Come ultimo film citiamo “The Cove”, un classico che ha avuto un enorme impatto sull’opinione pubblica vincendo anche l’oscar come miglior documentario. “The Cove”, è un eco-film del 2009 diretto da Louie Psihoyos, è ambientato nella baia di Taiji sulle coste del Giappone. Qui i pescatori catturano e uccidono migliaia di delfini per soddisfare la richiesta di esemplari da addestrare per l’intrattenimento nei parchi acquatici e per la vendita nei supermercati. Ogni anno, per sei mesi, in questa baia si danno appuntamento i cacciatori di cetacei, pescatori e acquirenti occidentali pronti a sborsare anche 150 mila dollari per aggiudicarsi un delfino da portare nelle loro piscine. “The Cove” è un film sospeso fra il giornalismo investigativo ed eco avventura. Un gruppo di attivisti, capitanati da un addestratore di delfini Ric O’ Barry, si infiltra in una caverna vicina a Taijii in Giappone per far scoprire uno scioccante abuso di animali e una seria minaccia per la salute degli esseri umani.

Dopo questa breve carrellata, ci piace tornare alle nostre eroiche” Galline in fuga” per ricordare che, ogni anno, negli Stati Uniti vengono consumate oltre due miliardi di porzioni di crocchette di pollo. Chissà quale sarà la reazione dei maggiori produttori mondiali di nugget al messaggio proposto dal film? Una cosa è certa, già da tempo questi produttori hanno introdotto nella loro offerta commerciale le crocchette di pollo dorate vegane che, nel nostro Paese, stanno riscuotendo un discreto successo.

La crudeltà quotidiana della razza umana è orribile“, Lewis Hamilton pluri campione mondiale di F1.