Euronews, fine di un’era: addio alla redazione italiana, ma non solo

È la fine di un’era per Euronews, baluardo dell’informazione libera e plurale, canale televisivo e portale di informazione poliglotta e soprattutto paneuropeo. I lavori della redazione di lingua italiana terminano a fine novembre e a seguire chiuderanno anche le redazioni di lingua francese e tedesca. Per finire la redazione inglese, l’unica superstite, si trasferirà a Bruxelles, lasciando lo storico quartier generale di Lione.

La storia di Euronews in breve

Euronews nasce nel 1992 su proposta dell’EBU (Unione Europea di Radiodiffusione) come progetto di informazione e giornalismo paneuropeo, grazie all’unione delle televisioni CyBC, France Televisions, RAI, RTP, RTVE, TMC, Yle ed ERTU. A questi membri fondatori si unirà in un secondo momento SRG SSR.

Nel corso degli anni la situazione si è evoluta radicalmente, con una crescita delle televisioni associate e anche con l’acquisto da parte prima del magnate Nagwib Sawiris e poi anche del colosso NBCUniversal nel 2017, che successivamente ha venduto le sue quote. L’ultimo grande cambiamento societario è avvenuto nel 2022, quando il fondo di investimenti portoghese Alpac Capital, vicino al primo ministro ungherese Viktor Orban, ha acquistato l’88% del canale.

La nuova proprietà e la crisi

Mai come quest’anno, però, la situazione di Euronews è stata sull’orlo del baratro: a marzo il direttore generale Guillaume Dubuois ha annunciato tagli al personale di oltre 200 persone, due terzi della redazione, e lo spostamento degli uffici da Lione a Bruxelles. A ottobre l’85% dei dipendenti ha approvato una mozione di sfiducia nei confronti della proprietà, Alpac Capital, in quanto “Il gruppo ha sistematicamente tradito la fiducia dei dipendenti sin dal suo arrivo”.

Come se non bastasse, a gettare benzina sul fuoco in un periodo già di per sé complicato, si registra l’addio di France Télévisions, RTBF, RAI e SRG SSR che, già da settembre 2022, non sono più finanziatori del gruppo. Dunque la chiusura delle redazioni di lingua italiana, francese e tedesca è una naturale conseguenza di quanto sta accadendo ormai da un anno.

Intanto i sindacati, in un comunicato stampa, esprimono parole estremamente dure nei confronti della proprietà, spiegando che il comitato di direzione (che deve includere due giornalisti) si è riunito una volta sola all’anno dall’insediamento della nuova proprietà, che il direttore generale ha scelto di affidare la traduzione dei temi decisi dalla redazione centrale alla sola intelligenza artificiale e che la redazione non ha mai ricevuto le linee guida sui contenuti sponsorizzati.

La lettera dei sindacati si conclude con un’amara considerazione: “Alpac estenderà ora i suoi tentacoli in Europa, e soprattutto a Bruxelles, il più vicino possibile ai centri di potere. La libertà di stampa non è in buone mani”. Di sicuro, oltre alla libertà di stampa, anche il futuro di Euronews è più che mai incerto.