Giorgia Meloni

Elezioni politiche: Meloni trascina il centrodestra, débâcle della sinistra

L'Italia sceglie l'estrema destra per il dopo-Draghi. Il PD, primo partito all'opposizione, è sotto il 20% e il Movimento 5 Stelle di Conte insegue al 15%. Una cosa è certa: con il "trionfo" di Giorgia Meloni è l'astensionismo a vincere

Giorgia Meloni ha vinto le elezioni. Fratelli d’Italia supera il 26% e trascina il centrodestra oltre il 44% delle preferenze. La grande sconfitta di questa tornata elettorale è la sinistra: il PD, che pur restando in linea con i dati del 2018, si ferma sotto il 20%. Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte rimane al 15,50%, come terza forza politica, battendo anche il terzo polo di Calenda e Renzi al 7,73%. Guardando alla coalizione di centrodestra, quello della Lega di Matteo Salvini è un autentico flop: il partito si ferma ben al di sotto del 10%.

Clamorosa l’uscita dal Parlamento di Luigi di Maio: al suo collegio, a Napoli Fuorigrotta, è stato battuto di gran lunga dal Movimento 5 Stelle, di cui ha fatto parte fino alla caduta del governo Draghi.

Con questi risultati, il centrodestra ottiene la maggioranza in Parlamento senza però raggiungere i 2/3. Adesso la palla passa al Presidente della Repubblica Mattarella, che dopo le elezioni dei presidenti di Camera e Senato dovrà assegnare il mandato esplorativo o l’incarico di governo.

L’astensionismo è alle stelle: mai prima d’ora così pochi italiani erano andati a votare. Alla chiusura dei seggi solo il 63,90% degli aventi diritto si era recato alle urne, con il dato sull’affluenza più basso di sempre. A influire sul risultato sono senza dubbio i fuorisede, che non hanno avuto possibilità di recarsi ai seggi di appartenenza, ma anche una notevole sfiducia verso la politica, che si sta progressivamente tramutando in disaffezione e disinteresse.

Le reazioni

La stampa internazionale definisce il futuro governo “Il più a destra dopo il fascismo“: è infatti la prima volta che l’estrema destra supera le elezioni politiche da forza di maggioranza. Giorgia Meloni, visibilmente emozionata, ha parlato di cambiamento nella storia dell’Italia.

Anche Salvini, nella posizione paradossale di “sconfitto tra i vincitori”, parla di un successo e attribuisce la colpa del risultato a Giorgetti e chi l’ha spinto a entrare al governo con Draghi, smentendo le voci di dimissioni. Le dimissioni invece potrebbero arrivare per Enrico Letta: il segretario del PD ha annunciato che, al prossimo congresso di marzo, non si presenterà come candidato alla segreteria del partito e ha respinto al mittente le accuse di Calenda.

Il leader del terzo polo e segretario di Azione ha attribuito la colpa del risultato (un misero 7,73%) alla voglia da parte del PD di interrompere la coalizione. Peccato che, a scegliere di uscire dalla coalizione del centrosinistra, sia stato proprio lo stesso Carlo Calenda, preferendo un’alleanza con Matteo Renzi e Italia Viva.

Iniziano intanto le prime contestazioni: a Milano è occupazione al liceo Manzoni, gli studenti protestano contro la formazione di un governo di estrema destra. Anche sui social le voci che contestano un governo targato Meloni sono molte: a partire da Damiano David, frontman dei Måneskin, che parla di “Un giorno triste per il mio Paese“, passando per numerosi influencer e personalità che parlano di “fine della democrazia“.

Anche la politica internazionale si esprime sulla vittoria di Giorgia Meloni: il presidente ungherese Viktor Orban e l’esponente politica francese Marie Le Pen si sono congratulati con la leader di FdI per il risultato, auspicando un cambiamento per l’Unione Europea. D’altro canto la premier francese Élisabeth Borne ha annunciato che “Vigilerà sul rispetto dei diritti umani e dell’aborto dopo il risultato delle elezioni“.