Palestina

Dargen D’Amico e Ghali portano la Palestina sul palco dell’Ariston

Sanremo è sempre stato un palco politico. C’è chi vorrebbe che il dibattito pubblico sui temi internazionali e d’attualità rimanesse dietro le quinte, e chi mette in scena rappresentazioni umane che beneficiano dell’eco garantita dall’Ariston, lanciando messaggi che solo attraverso quelle telecamere sono in grado di raggiungere l’italiano medio. Il cuore del Paese. Una qualche forma di coscienza collettiva. Quest’anno, il tema Palestina è entrato in scena a gamba dritta.

Alcuni termini a proposito di Palestina

Dei trenta artisti in gara, solo pochi di loro hanno espresso nettamente le proprie posizioni sul conflitto israelo-palestinese, supportati anche da qualche ospite della competizione. Alcune di queste dichiarazioni comprendevano parole e frasi chiave che partecipano quotidianamente alla narrazione della guerra. Durante la prima serata, Dargen D’Amico ha chiesto chiaramente il cessate il fuoco per il territorio palestinese, che affaccia sul Mediterraneo. Durante l’ultima, Ghali ha affermato chiaramente “stop al genocidio”, in riferimento alla catastrofe umanitaria provocata dagli attacchi israeliani.

I due artisti hanno utilizzato un linguaggio molto specifico, e proprio questo è stato attaccato e demonizzato. Di seguito, la definizione del termine e una breve contestualizzazione storica:

Genocidio: serie di atti commessi con l’intento di distruggere, in tutto o in parte, un determinato gruppo di persone identificato per la propria nazionalità, etnia o religione.

Fonte: Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio del 1948

Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre ha superato le 28mila, il 70% delle quali erano donne e bambini. Gli sfollati interni al territorio sono 1,9 milioni. Il 70% delle famiglie beveva acqua salata o contaminata e delle persone che nel mondo vivono in una situazione di insicurezza alimentare catastrofica, 4/5 sono abitanti di Gaza. Il 66% dei posti di lavoro sono stati persi. È in atto alla Corte Internazionale di giustizia dell’Aja il processo di verifica delle accuse di genocidio rivolte a Israele.

Cessate il fuoco: sospensione delle ostilità. Il cessate il fuoco si fonda su un accordo tra le parti in conflitto o sulla decisione da parte di uno dei belligeranti di interrompere ogni attività militare.

Fonte: Diritto internazionale umanitario

I bombardamenti proseguono sul territorio palestinese da 126 giorni. L’ultima escalation nella storia recente è durata 50 giorni nel 2014, con circa 2mila vittime palestinesi. La Striscia è sotto un «assedio completo» imposto dal governo israeliano dopo gli attacchi del 7 ottobre. Nessuna delle due parti è disposta a un compromesso per la cessazione delle ostilità: Netanyahu ha ribadito la necessità di una “vittoria totale” che comporta la smilitarizzazione della Striscia, che non dovrà essere controllata né da Hamas né dall’Autorità nazionale palestinese.

Il comunicato stampa Rai

Ma il contraccolpo Rai non ha tardato ad arrivare: durante lo speciale sanremese condotto da Mara Venier dall’Ariston in veste domenicale è stato letto il comunicato dell’amministratore delegato Roberto Sergio, che ha sbilanciato la narrazione sulla solidarietà in favore di uno solo dei due piatti della bilancia mediatica, di cui la polemica è presto ghiotta. “Ogni giorno i nostri telegiornali e i nostri programmi raccontano la tragedia degli ostaggi nelle mani di Hamas oltre a ricordare la strage dei bambini, donne e uomini del 7 ottobre. La mia solidarietà al popolo di Israele e alla Comunità Ebraica è sentita e convinta”. La conduttrice ha poi rilanciato “sono le parole che ovviamente condividiamo tutti”, attirando su di sé accuse di servilismo e ipocrisia. La compattezza del palinsesto si è dimostrata meno solida di quanto ipotizzato visti gli attriti tra la padrona dei salotti domenicali e i giornalisti che incalzavano gli artisti sui temi politici e di guerra. Un tentativo maldestro di riparare all’eccesso di onestà e schiettezza sul palco più influente dell’anno.

Fonti: Ministero della Sanità di Gaza, United States Census Bureau, UNRWA, Organizzazione Internazionale del Lavoro