Cop28: le affermazioni del Presidente gettano un’ombra sul Summit

Le inquietanti affermazioni di Al Jaber, presidente di Cop28, gettano un’ombra sul Summit

 

Il presidente di Cop28, Sultan Al Jaber, ha rilasciato una serie di dichiarazioni che hanno gettato un’ombra sul Summit in corso di svolgimento a Dubai.

Secondo quanto rilevato dal Guardian e dal Centre for Climate Reporting, le dichiarazioni sarebbero state rilasciate nel corso di un evento online dello scorso 21 novembre.

Al Jaber avrebbe affermato che “non c’è alcuna scienza” che indichi la necessità di un’eliminazione graduale dei combustibili fossili per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. Inoltre, ha precisato che l’eliminazione graduale dei combustibili fossili non consentirebbe lo sviluppo sostenibile “a meno che non si voglia riportare il mondo nelle caverne“.

Le reazioni alle affermazioni del Sultano degli Emirati Arabi Uniti sono state caustiche. Molti dei presenti le hanno definite come “incredibilmente preoccupanti” e “al limite del negazionismo climatico“. Peraltro, è stato evidenziato che le stesse sarebbero in netto contrasto con la posizione espressa dal segretario generale delle Nazioni Unite.

Questa notizia, che getta un’ombra cupa sopra al Summit dell’ONU, segue l’altrettanto sconcertante rivelazione della BBC, diffusa prima dell’inizio del Summit. Secondo l’emittente britannica, Al Jaber avrebbe programmato incontri per favorire la nascita di accordi commerciali con altri Paesi sui combustibili fossili.

L’insieme di queste rivelazioni stanno minando la credibilità dell’attuale Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, Cop28.

Chi è Al Jaber, il Presidente di Cop28

Oltre a presiedere Cop28, Al Jaber è anche l’amministratore delegato della compagnia petrolifera statale degli Emirati Arabi Uniti, Adnoc.

Alcuni osservatori considerano la sua nomina a presidente della Cop 28 un grave conflitto di interessi. La Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici vieta ai funzionari dell’Onu di servirsi del proprio ruolo nei colloqui durante il Summit per scopi privati. Al Jaber ha sempre smentito le accuse di aver favorito negoziati petroliferi per conto di Adnoc, assicurando di “non aver mai affrontato questo tipo di discorsi nel corso delle mie discussioni“.

Al Jaber, già ministro dell’Industria di Abu Dhabi, si ritrova anche a capo di Masdar, la società di energia rinnovabile degli Emirati. Questa Società è proprietaria del progetto “Masdar City” la futuristica città nel deserto alimentata soltanto con l’energia solare e a impatto zero.

 

Le due correnti di pensiero di Cop28: phase-out o phase-down

Lo scontro più acceso all’interno del Summit riguarda l’interpretazione dei termini phase-out o phase-down.

Più di 100 Paesi sono già schierati a favore di “un’eliminazione graduale” (phase-out) dei combustibili fossili, mentre altri richiedono l’utilizzo di un linguaggio più debole, come “riduzione graduale” (phase-down). È questa una delle questioni più ferocemente combattute nel corso del vertice e che potrebbe anche rivelarsi come il fattore determinante del suo successo.

Secondo i più radicali, per mantenere in vita gli obiettivi dell’accordo di Parigi, è necessario arrivare a una completa eliminazione graduale dei combustibili fossili. L’adozione della strategia opposta, che comporta una vaga riduzione graduale, è, ad oggi, basata su tecnologie non collaudate.

Secondo questa visione radicale, sono necessari tagli profondi e rapidi per azzerare le emissioni di combustibili fossili e limitare gli impatti climatici in rapido peggioramento.

Va notato che anche gli Stati Uniti, il più grande produttore mondiale di petrolio e gas, è a favore di un’eliminazione graduale.

Infine, altri Paesi, come la Russia, l’Arabia Saudita e la Cina rifiutano l’invito alla riduzione o eliminazione dei combustibili fossili.

Queste sono le opzioni sul tavolo della Cop28 così come le proposte di menzionare solo il carbone, o di non dire nulla sui combustibili fossili.