congedo parentale egualitario

Congedo parentale egualitario: se non ci pensa lo Stato, ci pensa il privato

La nascita di un figlio presuppone un cambiamento degli equilibri familiari e di coppia: le responsabilità che derivano da questo mutamento dovrebbero essere equamente distribuite tra le figure genitoriali, eppure in Paesi come l’Italia non si può dire che questo principio venga rispettato e garantito dalle politiche di welfare, seppur il carico di lavoro femminile derivante dalla genitorialità rappresenti uno dei principali fattori alla base del gender gap lavorativo in Italia.

L’iniziativa Barilla rappresenta un passo avanti nel raggiungimento del congedo parentale egualitario

La multinazionale alimentare Barilla ha attuato una piccola rivoluzione in termini di work-life balance e supporto alle famiglie. A beneficiare dell’iniziativa per ora saranno i quasi 3mila dipendenti italiani e i restanti 5mila in tutto il mondo. A partire dal 1° gennaio 2024 i dipendenti Barilla, senza distinzione di genere, stato maritale e di orientamento sessuale, potranno ricorrere al congedo parentale di 12 settimane retribuito al 100%

L’iniziativa è stata accolta con favore dai futuri beneficiari, ma resta da chiedersi se un giorno il modello avrà un futuro concreto nel nostro Paese. Il carico di lavoro familiare destinato alle donne rappresenta in Italia una delle principali cause del gender gap lavorativo, eppure le politiche di welfare ancora non garantiscono una equa redistribuzione della cura neonatale tra i genitori.

Le politiche familiari in Italia

Secondo l’INPS, il congedo di paternità pari a 10 giorni è «finalizzato a una più equa ripartizione delle responsabilità di assistenza tra uomini e donne e a un’instaurazione precoce del legame tra padre e figlio». E la definizione che il Dipartimento per le politiche della Famiglia da di “congedo parentale” è: «un periodo di astensione facoltativo dal lavoro, concesso ai lavoratori e alle lavoratrici per prendersi cura del proprio figlio nei suoi primi anni di vita e soddisfarne i bisogni affettivi e relazionali».

Ma possiamo dire che le politiche sociali in campo – che non prevedono un congedo paritario non trasferibile – permettono realmente la concretizzazione di questi obiettivi?

  • Per le madri è garantito un congedo obbligatorio pari a 5 mesi distribuiti prima e dopo la nascita, con un’indennità pari all’80% dello stipendio. 
  • Per i padri invece, il congedo obbligatorio è pari a 10 giorni a partire dalla nascita del figlio. 

Con il subentro dell’iniziativa di Barilla, nel nostro Paese il congedo di maternità resterà invariato, ovvero pari a 5 mesi, come previsto per legge. Sarà il congedo di paternità ad essere esteso da 10 giorni a 12 settimane.

Oggi, per entrambi i genitori è possibile beneficiare del congedo facoltativo retribuito al 30% in aggiunta ai congedi obbligatori, e il periodo di astensione dal lavoro complessivo tra i due non può superare i 10 mesi. Tuttavia, questa possibilità è raramente adottata dal padre. Infatti, il congedo facoltativo nella maggior parte dei casi viene fruito dalle neo mamme. In particolare, a causa di due elementi fondamentali, ovvero il gap retributivo tra lavoratrici e lavoratori che comporta il 5% di differenza media tra i salari orari (Elaborazione Openpolis su dati Eurostat 2021), e l’ampia disoccupazione femminile: quasi una donna su due in Italia non lavora (Elaborazione Fondazione Leone Moressa per Il Sole 24 Ore 2022). 

 Come ci mostrano i dati, il lavoro domestico e familiare tende ad occupare maggiormente il tempo e le energie della figura materna, e finché le politiche sociali non si proporranno di equilibrare questo paradigma, una parificazione dei compiti genitoriali resterà solo un obiettivo lontano. È sufficiente che un’azienda si faccia carico della necessità di redistribuire equamente le responsabilità derivanti dalla nascita di un figlio? Il caso virtuoso in esame non può ergersi a soluzione risolutiva, ma può tuttavia rappresentare un esempio che faccia da apripista ad iniziative sia private che pubbliche