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Coca Cola e il problema siccità: proteste contro lo stabilimento di Nogara

Sabato 9 luglio un gruppo di attivisti si è recato di fronte alla sede di Coca Cola ed hanno manifestato contro i grandi consumi d’ acqua da parte della multinazionale. Le proteste sono state molto accese, a tal punto che è servito l’intervento delle forze dell’ordine per impedire, ai manifestanti, di oltrepassare i cancelli della fabbrica

Sabato 9 luglio un gruppo di attivisti, appartenenti a Rise Up 4 Climate Justice, Centri sociali del nord-est e Adl Cobas, ha manifestato di fronte alla sede di Coca Cola contro i grandi consumi d’ acqua da parte della multinazionale. Le proteste sono state molto accese. Necessario l’intervento delle forze dell’ordine per impedire, ai manifestanti, di oltrepassare i cancelli della fabbrica.

L’obiettivo della protesta contro Coca Cola

Il fine della manifestazione è la denuncia delle politiche di privatizzazione di un bene primario come l’acqua. Specialmente in un periodo di forte siccità come quello che stiamo passando negli ultimi tempi.

I manifestanti hanno voluto far notare le discrepanze tra aziende private e popolazione che queste politiche creano.

È stato messo in luce il fatto che Coca Cola estrae circa 1,5 miliardi di litri di acqua ogni anno ad un pagamento di soli 14 mila euro. Un prezzo che è stato definito da alcuni attivisti come “poco più che simbolico”, grazie a delle convenzioni regionali approvate in passato.

Il tutto mentre vi sono i cittadini della provincia di Verona che, recentemente, sono sottoposti a divieti sull’utilizzo dell’acqua potabile. Infatti, successivamente alla dichiarazione dello stato di crisi idrica della Regione Veneto, il sindaco del capoluogo, tramite l’Ordinanza n.47 del 9 luglio 2022 ha disposto fino al 31 agosto 2022, il divieto di utilizzare l’acqua dell’acquedotto dalle ore 6.00 alle ore 21.00. Il divieto è previsto per:

  • l’irrigazione di orti, giardini e prati ornamentali;
  • il lavaggio di mezzi e automobili (salvo impianti autorizzati);
  • il lavaggio di aree cortilizie e piazzali;
  • il riempimento di piscine, fontane ornamentali e vasche da giardino;
  • per gli usi diversi da quello alimentare domestico e per l’igiene personale.

Gianni Boetto: “A Nogara, c’è gente costretta a tirare su l’acqua dai pozzi”

Prende parte al dibattito, appoggiando la protesta, Gianni Boetto di Adl Cobas Verona.

Boetto chiede: “Non è forse il caso di bloccare quest’estrazione visto che a noi viene chiesto di risparmiare sui consumi?“. Inoltre, il sindacalista ci tiene a far notare che Coca Cola, anche se offre un gran numero di posti di lavoro, produce un bene non indispensabile. Dunque, secondo Boetto, quest’ultima potrebbe fermare la produzione tranquillamente per un paio di mesi garantendo comunque gli stipendi a tutti i dipendenti.

Il noto componente di Adl Cobas conclude dichiarando che “l’acqua deve essere salvaguardata per consumi ed agricoltura.”

Anche la Sinistra italiana appoggia la protesta

Sono stati ribaditi i concetti della manifestazione anche in una nota della Sinistra italiana firmata Paolo Andreoli e Luca Perini.

Anche Sinistra Italiana evidenzia che ora più che mai sia necessaria una giustizia sociale ed ecologica al fine di una equa redistribuzione della ricchezza che passa anche dalla difesa e la tutela dell’ambiente tramite soprattutto una politica di austerità, quale mezzo per contrastare alle radici e porre le basi del superamento di un sistema i cui caratteri distintivi sono lo spreco, lo sperpero e il consumismo più esasperato. Senza acqua non si campa, senza Coca-Cola sì. A tal proposito chiediamo la sospensione immediata dell’impianto per un periodo, cassa integrazione al 100% ai lavoratori e, in prospettiva, programmare e definire, un nuovo tipo di sviluppo economico produttivo che privilegi il necessario e non il superfluo.”

La risposta di Coca Cola

La risposta di Coca Cola non si è fatta attendere. La multinazionale sottolinea il proprio impegno ad essere eco-sostenibile. Il tutto ricordando che anche in Veneto ha investito una grossa cifra – circa 400 mila euro – che deve essere aggiunta agli oltre 20 milioni del 2020. Soldi che saranno investiti in progetti d’innovazione industriale con l’obiettivo di andare sempre più verso un’economia circolare.

In aggiunta, i rappresentanti hanno tenuto a non far dimenticare che uno degli obiettivi più importanti del progetto sulla sostenibilità dell’azienda è proprio la tutela della risorsa idrica per eccellenza. È stato richiamato anche il fatto che, nell’ultimo decennio, lo stabilimento ha diminuito fortemente l’utilizzo di acqua nella produzione delle bibite: il suo utilizzo, infatti, è stato ridotto del 14% per ogni litro di bevanda prodotta.